Il ddl per l’introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole e delle università, depositato in Senato qualche giorno fa, per scelta e in concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, non è dissimile, nei contenuti di fondo, dalla proposta di legge di Sel, ricordata a Repubblica Tv dalla On. Celeste Costantino. Ma mentre quella era stata firmata solamente da Sel, e presentata alla Camera, la nostra è stata sottoscritta da Senatori e Senatrici appartenenti a quasi tutti i gruppi politici presenti nell’arco parlamentare. Nondimeno, ciò appare in linea con il vigente bicameralismo paritario, in virtù del quale, proprio su un tema come quello della prevenzione della violenza di genere, ci si augura che entrambi i rami del Parlamento prendano iniziativa per quanto di loro competenza sul piano legislativo. E questa possibilità appare oggi ancora più funzionale per l’incardinamento del provvedimento nella Commissione competente, di modo che si possa iniziare il relativo iter legis, alla luce dell’ampia convergenza e condivisione registratasi tra i Senatori coinvolti; circostanza fondamentale per agire politicamente su una problematica così importante e delicata come quella dell’educazione di genere.
Già dallo scorso luglio, il PD ha fatto propria la battaglia per l’educazione alla parità con l’On. Valente, Presidente del Comitato per le Pari Opportunità, e non certo per agitare una bandiera politica, quanto piuttosto per ampliare il dibattito accelerando una puntuale risposta politico-normativa sul tema della prevenzione delle violenze verso le donne.