La manifestazione di domenica a Parigi, che ha visto marciare 50 capi di Stato e circa due milioni di donne e uomini in segno di solidarietà alla Francia, sotto attacco del terrorismo jihadista, è stata una grande prova di coraggio, libertà e unità, forse la prima vera grande manifestazione di un’Europa politica realmente unita dai simboli della democrazia. La data del 7 gennaio 2015 rimarrà impressa, in tutti noi, come l’undici settembre d’Europa. L’assalto alla redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, che ha provocato 12 morti per mano di terroristi islamici, e il seguente attacco al negozio ebraico, che ha provocato altre vittime e orrori, sono stati subito giudicati dal Consiglio francese del culto musulmano come un atto barbaro, di inaudita violenza, contro la democrazia e la libertà di stampa, e a questa condanna ne sono seguite altre da parte di diverse organizzazioni islamiche francesi. Credo sia importante, che proprio dalla Grande Moschea di Parigi e dai vari leaders religiosi musulmani di tutto il mondo, compresa la Lega Araba, siano giunte condanne esplicite di questo tipo, perché non saranno le paure, la rabbia, le teste calde della demagogia populista a difendere i nostri valori di democrazia e libertà, ma piuttosto il coraggio di chi, ogni giorno, continua e continuerà a difendere questi valori praticando il dialogo, il rispetto reciproco, la conoscenza. Perché per condannare fatti  di questo tipo non basta dichiarare che “siamo tutti Charlie”, ma bisogna esserlo veramente, credendo nella libertà, di tutti, di esprimere le proprie idee e le proprie opinioni: “Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”, scrisse Evelyn Beatrice Hall, biografa del filosofo francese Voltaire, per racchiuderne in un aforisma le profonde visioni sulla tolleranza e il rispetto.Lo scopo dei terroristi, come insegna anche la storia del nostro Paese, è quello di far vivere tutti nella paura, nell’insicurezza quotidiana, nel costante sospetto degli uni verso gli altri. Il nodo politico, che a mio parere merita attenzione, sta tutto nella volontà, degli integralisti di ogni categoria, di dividere le persone, le comunità, le nazioni. In casi come questi si tratta, quasi sempre, di cittadini più o meno giovani, spesso neo convertiti che hanno trovato, nelle facili quanto deliranti risposte del fanatismo religioso, una chiave di volta per la propria vita, un’identità che, non a caso, non tollera le libertà, a cominciare da quella religiosa, quella sessuale e quella di comunicare. Umberto Eco, recentemente, ha paragonato l’Isis, l’esercito islamico, a una nuova forma di nazismo, dedita allo sterminio e alla volontà apocalittica di impadronirsi del mondo. Credo sia un giudizio condivisibile, anche se il vero problema, come gli attentati francesi – sui quali è doveroso attendere tutte le verifiche del caso – hanno dimostrato, non riguarda uno Stato in particolare, o una specifica area geopolitica, né una singola sigla terroristica, ma coinvolge tutte le dinamiche della globalizzazione, mettendo alla prova le capacità degli stati democratici di saper garantire sicurezza e libertà, accoglienza e integrazione, laicità delle istituzioni e libertà di culto, traendo forza anche da quella straordinaria capacità, delle religioni, di creare solidarietà, coesione, sussidiarietà.Più che da un esercito, quindi, il pericolo in questione è costituito da un variegato mondo di fanatici, fatto di lupi solitari, autoradicalizzati, simpatizzanti, oppure professionisti della guerra rientrati dai fronti della jihad. Sono pienamente convinta che l’Italia saprà giocare un ruolo fondamentale nelle sfide che accompagnano i musulmani d’Europa e di tutto il mondo, riducendo ai minimi termini le capacità di azione del fanatismo e di tutti coloro che vi aderiscono, prigionieri di una visione ideologica dell’Islam, e facendosi garanti di quel pluralismo culturale e religioso che è poi alla base della stessa religiosità islamica. La cooperazione tra le agenzie di intelligence europee e lo stretto controllo sui soggetti a rischio radicalizzazione, saranno sicuramente fondamentali per rafforzare le capacità di intervento, ma il problema dovrà essere affrontato soprattutto nelle sue radici culturali, ad esempio lavorando sulla minaccia dei “rientrati” – i cosidetti foreign fighters – tramite agenzie e organi politici, incentivandone la “collaborazione” con le istituzioni e l’integrazione sociale. Così come, applicando la risoluzione dell’Onu approvata lo scorso 24 settembre, per fronteggiare il fenomeno degli aspiranti jihadisti, sarà possibile rafforzare i controlli dei confini nazionali oppure ottenere maggiori informazioni dalle compagnie aeree per monitorare i movimenti verso – e da – alcuni Paesi. Ma perché si realizzino presto risultati positivi, in termini di prevenzione e contrasto, sarà indispensabile applicare a livello europeo, e non solo nazionale, leggi e provvedimenti.Per questo il Partito Democratico sarà intransigente, nelle valutazioni e nei metodi più opportuni, nel dare risposte politiche serie e responsabili alle forti  domande di libertà e sicurezza, coerentemente con tutti quei cambiamenti che stanno contribuendo a rafforzare la nostra lotta alla criminalità, alle mafie, alla corruzione, alle discriminazioni. Nessuna caccia allo straniero, dunque, nessun sentimento islamofobico, nessuna speculazione elettorale fondata sulle spirali dell’odio e della paura, potranno mai fornire risposte efficaci contro i professionisti del terrore, ma solo iniziative concrete e razionali che possano coinvolgere tutti i cittadini, con determinazione e unità, a cominciare dai musulmani di tutto il mondo, vittime anch’essi di minoranze spietate che uccidono in nome della propria fede.Siamo tutti chiamati a partecipare al mondo che verrà, e il nostro Paese, da sempre porta del Mediterraneo, avrà maggiori capacità di garantire la sicurezza dei cittadini quanto più saprà farsi protagonista nei processi di pace e di modernizzazione, sviluppo, democrazia. La libertà di culto, la condivisione di pari diritti e doveri tra uomini e donne, la possibilità di esercitare liberamente il proprio orientamento sessuale e le proprie passioni politiche e culturali, l’uguaglianza di tutti davanti alla legge, la libertà di informazione, anche di satira e critica nei confronti di qualsiasi potere, democratico o tirannico che sia, la dignità delle persone e la protezione della loro integrità fisica e psicologica, sono valori non negoziabili su cui l’Europa è chiamata a misurare le proprie capacità di influenza politica e culturale, i veri diritti di cittadinanza su cui nessuna violenza potrà mai prevalere. E la straordinaria marcia di Parigi, in questo senso, credo sia stata una svolta per ricordare a tutti noi, donne e uomini d’Europa, su quale identità dovremo fondare il nostro nuovo percorso politico.
in Senato


Assemblea

Nella seduta di lunedì 12 gennaio il Ministro degli affari esteri Gentiloni ha reso un’informativa sull’attentato terroristico al periodico Charlie Hebdo a Parigi.

Nel suo intervento, il Ministro ha comunicato che domenica a Parigi è stata approvata una dichiarazione comune per la sicurezza europea. Non è in discussione la sospensione del trattato di Schengen, ovvero la libera circolazione delle persone, bensì l’utilizzo di un sistema informativo in caso di attraversamento della frontiera esterna. Sul piano interno il Governo ha rafforzato le misure di sicurezza e intende adottare un nuovo strumento normativo per i foreign fighters. Le minacce del terrorismo di matrice islamica si sono aggravate in molte aree, in modo particolare in Medio Oriente – dove il terrorismo si è fatto Stato e controlla importanti risorse – e in Libia. L’Italia è impegnata nella lotta contro il Califfato attraverso la fornitura di armi, l’addestramento di soldati, il sostegno politico al nuovo governo iracheno, che deve includere le minoranze sunnita e curda, l’appoggio ad una linea di prudenza in Siria, l’intervento umanitario per i rifugiati con particolare riguardo alle minoranze cristiane e alle donne. Confondere Islam e terrorismo – ha ancora detto il Ministro – sarebbe un errore pericoloso e precluderebbe la collaborazione con alleati indispensabili. Il terrorismo va combattuto con l’unità, senza rinunciare alle libertà fondamentali.

Mercoledì 7 gennaio, in apertura di seduta, si è svolto in Aula un dibattito sull’ attacco terroristico avvenuto a Parigi contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, che ha provocato dodici vittime. L’Assemblea di Palazzo Madama ha poi osservato un minuto di silenzio e di raccoglimento.

Come ha detto Claudio Martini in aula: Non è accettabile che una strage di questo tipo, la più grave in Francia degli ultimi cinquant’anni, sia stata scatenata in nome dell’indignazione di fronte alla satira giornalistica. La libertà di stampa è una delle colonne portanti del sistema democratico, uno dei suoi valori base.

Nelle sedute di mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio, il Senato ha proseguito la discussione del provvedimento recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati (ddl n. 1385 e connesso).


Commissioni

In COMMISSIONE GIUSTIZIA è proseguito l’esame del ddl n. 19 e connessi recante disposizioni in materia di corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio (seduta del 7 gennaio).

Mercoledì 7 gennaio, le COMMISSIONI RIUNITE GIUSTIZIA E AMBIENTE sono state impegnate nel seguito della discussione del ddl n. 1345 e connessi in materia di delitti contro l’ambiente.

Nella seduta del 7 gennaio, in COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI è stato incardinato il ddl 1678 di delega sul recepimento di direttive su appalti e concessioni. Giovedì 8, l’Ufficio di Presidenza della Commissione ha svolto l’audizione informale del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone.

La COMMISSIONE LAVORO ha avviato l’esame congiunto dei ddl nn. 1148 e 1670 sul reddito di cittadinanza e salario minimo orario.

In COMMISSIONE POLITICHE UE, il Presidente Chiti ha dato conto del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015, in relazione al quale si è svolta una breve discussione.

dalla Camera


Il 31 dicembre, la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 136 del 2013: Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali.

Nella seduta del 29 dicembre, l’Aula ha approvato il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 133 del 2013: Disposizioni urgenti concernenti l’IMU, l’alienazione di immobili pubblici e la Banca d’Italia .

ho firmato


Un’interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali sul convegno promosso a Milano dal titolo: “Difendere la famiglia per difendere la comunità”. Il Convegno è organizzato da “Alleanza Cattolica”, “Fondazione Tempi”, “Obiettivo Chaire” e “Nonni 2.0” e sul materiale promozionale riporta il patrocinio della Regione Lombardia e il simbolo dell’Expo 2015.
Chiediamo di sapere, dato che gli argomenti affrontati dalla conferenza non hanno alcuna pertinenza con il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” scelto per Expo 2015:

se il Ministero dell’economia e delle finanze, in qualità di socio di Expo Milano 2015, sia stato messo al corrente della sponsorizzazione della citata conferenza da parte dell’esposizione universale e se la consideri opportuna;

se il Governo valuti l’iniziativa corrispondente ai valori ispiratori dell’esposizione universale e alle condizioni formali sancite dai criteri per la concessione del patrocinio;

se non ritenga che legare il nome di Expo Milano 2015 a delle pratiche di “guarigione” dall’omosessualità non leda il nome e il prestigio, anche sul piano internazionale, dell’evento dal momento che tali pratiche sono considerate antiscientifiche dalla comunità internazionale in quanto basate su una concezione ideologica e basata su un mero pregiudizio dell’orientamento omosessuale come di un “danno” da riparare;

se quindi non consideri opportuno chiedere ad Expo di ritirare il patrocinio all’iniziativa del 17 gennaio;
se, dato il suo coinvolgimento formale in questa vicenda in quanto socio di Expo, il Governo intenda assumere una posizione di contrarietà e condanna alle teorie di “riparazione” dall’omosessualità.

 

Il DDl1734 “Riconversione ecologica delle città e limitazione al consumo di suolo”

Con questo ddl si propone di rivedere in modo quanto più lineare e attuale l’annosa questione del consumo di suolo nel nostro paese e il dissesto idrogeologico che ne consegue. In particolare, il testo propone la creazione di un Piano del Verde da parte delle Regioni, su indicazioni di standard nazionali, che, partendo dal presupposto che il territorio è un unicum indivisibile tra urbano, perturbano e naturale, limiti la speculazione edilizia e garantisca il riassetto dei territori extra e intra-urbani. Sul piano economico-produttivo si ritiene sia   capace di dare una spinta importante al settore edilizio, oggi in forte crisi, grazie al suo reindirizzo verso la riqualificazione del già esistente, costruendo ex novo solo quanto sia strettamente e miticamente necessario allo sviluppo. Si pone inoltre di rafforzare il ruolo degli enti rappresentativi locali e delle comunità nella progettazione di nuove costruzioni (o nella riqualificazione di quelle vecchie) così da favorire una maggior concertazione in questo settore.

temi della settimana


Presidenza della Repubblica

“L’affetto di tanti italiani non lo dimenticherò. Grazie ancora. E che il 2015 sia un anno fecondo di risultati positivi per il nostro paese, le nostre famiglie, i nostri ragazzi”

Con queste parole si è concluso il discorso di fine anno del presidente Napolitano, l’ultimo del suo mandato, che ho profondamente apprezzato.

n discorso severo e ricco di futuro, che a partire da un’analisi realistica della situazione del nostro paese, ci spinge ad essere coraggiosi e fermi nel perseguimento di obiettivi di risanamento e rinascita..

“Guardando ai tratti più negativi di questo quadro, e vedendo come esso si leghi a debolezze e distorsioni antiche della nostra struttura economico-sociale e del nostro Stato, si può essere presi da un senso di sgomento al pensiero dei cambiamenti che sarebbero necessari per aprirci un futuro migliore, e si può cedere al tempo stesso alla sfiducia nella politica, bollandola in modo indiscriminato come inadeguata, inetta, degenerata in particolarismi di potere e di privilegio.

Non può, non deve essere questo l’atteggiamento diffuso nella nostra comunità nazionale. Occorre ritrovare le fonti della coesione, della forza, della volontà collettiva che ci hanno permesso di superare le prove più dure in vista della formazione del nostro Stato nazionale unitario e poi del superamento delle sue crisi più acute e drammatiche. Un recupero di ragionata fiducia in noi stessi, una lucida percezione del valore dell’unità nazionale, sono le condizioni essenziali per far rinascere la politica nella sua accezione più alta, per rendere vincente quell’impegno molteplice e di lunga lena che i cambiamenti necessari all’Italia chiaramente richiedono.”

Qui potete rivedere e rileggere il testo integrale. 

in Toscana


Accordo per il controllo e la tracciabilità della filiera della pelletteria in Toscana. È stato firmato il 23 dicembre l’accordo per il controllo e la tracciabilità della filiera della pelletteria tra la Regione Toscana, le principali associazioni datoriali e i sindacati: la dimostrazione che in questo territorio le iniziative per la trasparenza e la legalità sono in via di realizzazione da tempo, e che sono molto utili per garantire alla qualità delle produzioni una concorrenza leale e sostenibile, rafforzando la responsabilità sociale delle imprese.  

Elezioni regionali. Il Partito Democratico della Toscana con l’Assemblea regionale di sabato ha avviato il percorso programmatico per le elezioni regionali di maggio. Durante la mattina 12 gruppi di discussione tematici hanno elaborato contributi che formeranno una prima bozza del programma del PD. Tra le decisioni che sono state prese nel corso dell’Assemblea, la conferma dell’impegno del Pd a non utilizzare il listino regionale bloccato e a rispettare la parità di genere nella composizione delle liste.

Piombino. Venerdì si è svolto il primo incontro tra Cevital, che a breve diventerà formalmente proprietaria della Lucchini, e sindacati in vista della ripresa dell’attività. Nelle fasi successive interverrà anche il Ministero, che garantirà il supporto a parte dei lavoratori con ammortizzatori sociali.

 

in evidenza – rassegna


Lunedì 12 gennaio sono intervenuta al Convegno: “Possibili scenari dei Servizi al Lavoro: nuove governance e competenze professionali”.

Organizzato da SL Servizi per il lavoro, il convegno ha visto la partecipazione di Carlo dell’Aringa (Commissione lavoro Camera Deputati), Silvia Spattini (Direttrice Associazione ADAPT), Gianfranco Simoncini (Assessore lavoro Regione Toscana) oltre a Daniele Terenzi e Maurizio Serafin di SL.

È venuta a mancare il 3 gennaio Baldina Di Vittorio Berti.

Donna coraggiosa, Baldina ha attraversato da protagonista il nostro tempo, grazie al suo intenso impegno nel movimento delle donne, come dirigente nazionale dell’UDI, nonché come parlamentare del PCI e come esponente della Fondazione intitolata al padre Giuseppe Di Vittorio.

É stata per tutte e tutti un grande esempio di impegno civile.

Mi piace condividere con voi le parole che le ha dedicato Robero Napoletano sul Sole24ore.