Che il governo abbia intenzione di finanziare AltaRoma e di confermare i fondi stanziati per la promozione dell’export e per la moda italiana, per il 2015, sono due buone notizie, perché confermano la giusta attenzione al potenziamento del Made in Italy con una seria politica di investimenti.
Le scelte politiche devono tradursi anche in investimenti concreti con i quali far crescere le filiere produttive dei settori della moda, che rappresentano uno dei nostri maggiori punti di forza per competere, come sistema-paese, sui mercati internazionali. Buona parte della nostra crescita, inoltre, essendo la creatività e la qualità delle produzioni i veri tratti distintivi del Made in Italy, dipenderà dalla possibilità di garantire a livello internazionale il riconoscimento dell’origine dei prodotti, per questo torno ad auspicare una rapida soluzione del dossier sul ‘Made in’ aperto da tempo a Bruxelles: la reciprocità nelle regole commerciali e la tutela dei consumatori rimangono fattori determinanti per una sana e leale competizione, e anche su questo la politica deve intervenire con scelte chiare e coerenti. Come dichiarato dal premier Renzi oggi, a Strasburgo, è incomprensibile che ci sia resistenza, da parte di alcuni Paesi, contro la messa a punto di norme europee a tutela del “Made in”.