Con le dimissioni di Giorgio Napolitano dal ruolo di Presidente della Repubblica, la settimana appena trascorsa ha rappresentato l’inizio di una serie di intensi impegni che coinvolgono il Parlamento e tutta la politica italiana. L’elezione del nuovo Presidente, infatti, richiederà una grande prova di responsabilità e serietà da parte di tutte le forze politiche nel saper cercare il massimo di sintesi possibile e nel saper portare a termine le votazioni in tempi brevi.

Il Presidente, o la Presidente, che il Paese merita, dovrà essere un garante delle istituzioni, un arbitro autorevole e rappresentativo, per questo il ruolo del Partito Democratico, che ha il più alto numero di “grandi elettori” rispetto a tutti gli altri partiti, sarà più importante quanto più saprà essere esempio di responsabilità e condivisione. Aldilà delle personali preferenze, sarà fondamentale che prevalga, anche nel voto segreto, la convinzione che il miglior candidato sia quello in grado di raccogliere il maggiore consenso possibile.

Il nuovo Presidente dovrà essere all’altezza dell’eredità politica di Giorgio Napolitano, che con i suoi continui richiami all’unità nazionale e allo spirito europeista, con il suo grande impegno profuso per facilitare i percorsi riformatori nel nostro Paese, con la sua vocazione al dialogo e all’equilibrio, ha saputo contribuire a un rinnovato ruolo dell’Italia nel mondo in un periodo di grandi incertezze e divisioni.

Fare paragoni sarà un esercizio difficile e forse anche inutile, ma quel che è certo è che il nuovo – o la nuova – Presidente dovrà misurarsi con il percorso tracciato negli ultimi nove anni dal Quirinale: la ricerca di un clima di rispetto civile nel Paese e tra i partiti, le competenze necessarie per rafforzare la statura internazionale dell’Italia, lo spirito di servizio come prerogativa fondamentale per ricercare coerentemente la governabilità e le riforme, sono tutti fattori che determineranno, anche per il nuovo Presidente, i mezzi e gli obiettivi del proprio mandato.

Al Presidente Napolitano, credo tutte le italiane e tutti gli italiani abbiano buoni motivi per esprimere grande rispetto e gratitudine, in particolare per essere riuscito a riportare il suo ruolo nel solco di quanto riconosciuto dal Titolo II della Costituzione, specialmente nelle sue funzioni di raccordo tra governo e Parlamento.

Nel suo ultimo messaggio di fine anno, Giorgio Napolitano ha ricordato quanto fosse importante che nel 2014 fosse stata iniziata almeno una incisiva riforma istituzionale tra quelle auspicate all’inizio del suo secondo mandato.

Il riconoscimento del gran lavoro svolto, in tal senso, con il superamento del bicameralismo paritario e con la revisione del rapporto tra Stato e Regioni, oppure per la nuova legge elettorale, è stato un importante appello a proseguire, con grande responsabilità, il percorso di rinnovamento dell’intero Paese. Così come fondamentale è stata, in quella come in altre occasioni, la sua capacità di riservare dure parole verso quegli “italiani indegni”, i corrotti, guardando al Paese come a una comunità in grado di chiamare a raccolta le energie migliori proprio nelle situazioni più difficoltose.

Un buon punto di partenza, con cui onorare la sua eredità politica, potrebbe essere appunto una rapida, seria e ragionevole scelta del nuovo Presidente della Repubblica, perché questo porterebbe a ipotizzare che i cambiamenti in corso negli ultimi anni siano stati veramente utili al Paese – alla tenuta delle istituzioni e ai partiti – per non ripetere gli errori del passato, e per non creare ulteriori lacerazioni tra i cittadini e coloro che li rappresentano nelle istituzioni.

In Senato


Assemblea

Nella seduta antimeridiana di mercoledì 14, la Presidente di turno Valeria Fedeli ha comunicato le avvenute dimissioni di Giorgio Napolitano dalla carica di Presidente della Repubblica e il suo ingresso nel Senato come membro di diritto e a vita. A norma dell’articolo 86, primo comma, della Costituzione, le funzioni di Presidente della Repubblica sono assunte dal Presidente del Senato, Pietro Grasso, fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato. Il Presidente Grasso ha quindi designato la Vice Presidente, Valeria Fedeli, all’esercizio delle funzioni di Presidente del Senato per la durata della supplenza, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del Regolamento.

Il Senato, nelle sedute di martedì 13, mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio, ha proseguito l’esame del ddl n. 1385 e connesso, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati, già approvato dall’altro ramo del Parlamento.


Commissioni

La COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, nella seduta di martedì 13 è stata impegnata nel seguito della discussione dei ddl n. 1261 e connessi in materia di contrasto al cyberbullismo.

La COMMISSIONE AMBIENTE riunita in Ufficio di Presidenza, ha svolto una serie di audizioni nell’ambito dell’esame del ddl n. 1676, recante disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali (collegato ambientale-legge di stabilità 2014). La Commissione ha poi proseguito l’esame del provvedimento, in sede referente, nella seduta del 13, fissando il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 13 del 22 gennaio.

Giovedì 15 gennaio, infine, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi è intervenuto in Commissione sulla problematica degli sfratti per finita locazione.

Nelle COMMISSIONI RIUNITE BILANCIO, INDUSTRIA, LAVORO E POLITICHE UE di Senato e Camera, in seduta congiunta giovedì 15, ha avuto luogo l’audizione del vice presidente della Commissione europea, Jirki Katainen, sulle politiche dell’Unione europea per la crescita e l’occupazione.

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale, il 14 gennaio, in COMMISSIONE DIRITTI UMANI è intervenuto il Vice Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, Lapo Pistelli, sulla situazione in Kurdistan e sul processo di Khartoum.

dalla Camera


L’Aula di Montecitorio è stata impegnata durante tutta la settimana nel seguito della discussione del disegno di legge costituzionale S. 1429: Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

ho firmato


Un’interrogazione a risposta orale al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale su quanto sta accadendo in Nigeria.

In particolare chiediamo di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga di adoperarsi con la massima sollecitudine in seno all’Unione europea al fine di garantire un intervento umanitario in Nigeria a supporto delle popolazioni vessate dalle violenze di Boko Haram, garantendo, inoltre, la necessaria sicurezza agli operatori sul campo, nonché il supporto logistico alle forze militari africane impegnate nella guerra ai miliziani integralisti;

se non ritenga altresì opportuno stringere ulteriori alleanze con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, nonché tra i medesimi e l’Unione europea, al fine di garantire il raggiungimento di forme adeguate di sviluppo economico nei Paesi con maggiore difficoltà, bonificando, pertanto, l’ humus socioculturale su cui attecchisce la propaganda islamista condotta dall’ISIS, da Al-Queda e da altri gruppi terroristici.

temi della settimana


La settimana è stata segnata dalle dimissioni rassegnate dal Presidente Napolitano.

A seguito delle stesse, ho temporaneamente assunto la carica di Presidente del Senato, ed in questa veste ho accolto Giorgio Napolitano a Palazzo Giustiniani giovedì 15, nella sua nuova veste di senatore a vita.

Qui potete vedere una mia breve intervista a Rai News 24.

Qui invece potete leggere la mia intervista al Corriere Fiorentino.

Venerdì 16 sono arrivate in Italia, finalmente libere, le due volontarie Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite nel mese di luglio in Siria. Una liberazione, la loro, fortemente perseguita da tutte le nostre istituzioni.

Su questo, si è svolta un’informativa urgente alla camera da parte del Governo, con l’intervento in aula del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni Silveri, che ha ripercorso le fasi del loro sequestro e della loro liberazione. Come ha detto il Ministro, ” Un grande Paese si impegna a proteggere e a salvare la vita dei propri cittadini sequestrati e, quando riesce a liberarli, si unisce anzitutto nel ringraziare chi ha reso possibile la loro liberazione. Voglio, quindi, ringraziare in particolare i servizi d’intelligence, che hanno lavorato con coraggio e professionalità, l’unità di crisi della Farnesina e tutte le autorità coinvolte con un gioco di squadra che ha prodotto un risultato importantissimo”.

in evidenza – rassegna


Sabato 17, alla scuola superiore Sant’Anna di Pisa, ho chiuso con una lectio magistralis su “Le trasformazioni del lavoro in Italia e il nodo delle riforme” il convegno su Il Jobs Act e la grande trasformazione del lavoro. In questi articoli un breve resoconto.

Il Vice Ministro del Ministero dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’87° Pitti Uomo a Firenze, ha dichiarato che il governo ha intenzione di finanziare AltaRoma e di confermare i fondi stanziati per la promozione dell’export e per la moda italiana, per il 2015.

Come ho detto in una mia nota, ritengo siano due buone notizie, perché confermano la giusta attenzione al potenziamento del Made in Italy con una seria politica di investimenti.