Nella seduta di giovedì 23 aprile, al termine della discussione del Documento di economia e finanza, l’aula del Senato ha votato a favore della risoluzione della maggioranza, con 165 voti favorevoli, 82 contrari e 3 astenuti.
Il Def, che rappresenta la pianificazione triennale degli obiettivi economici del Governo, prevede un incremento del Pil dello 0,7% nel 2015, dell’1,4% nel 2016 e dell’1,5% nel 2017; il rapporto deficit-Pil è stimato del 2,6% nel 2015, dell’1,8% nel 2016,dello 0,8% nel 2017, e il raggiungimento del pareggio di bilancio è previsto per il 2018. Il rapporto debito-Pil, invece, sarà del 132,5%, del 130,9% e del 127,4% nei prossimi tre anni.
Leggendo i dati di queste previsioni, credo sia fondamentale verificare la coerenza degli obiettivi proposti con le scelte di politica economica di cui necessita il Paese reale. Come ho avuto modo già di affermare in più occasioni, è determinante che al centro delle scelte della programmazione economica si pongano la crescita e l’equità, ed è dunque positivo che questo documento si caratterizzi per un’attenzione particolare agli investimenti, sia pubblici che privati, sia nazionali che europei, e alle misure di crescita dell’occupazione e di contrasto alla povertà.
L’approvazione di questo documento, e del Programma Nazionale di Riforma che lo accompagna, è stata motivata, in particolar modo, da tre caratteristiche positive.
Anzitutto, emerge una chiara strategia economica di crescita, particolarmente attenta a valorizzare le condizioni esterne create dal basso prezzo del petrolio, da un miglior rapporto tra euro e dollaro, dalla riduzione dei tassi di interesse dello spread e, soprattutto, dal “quantitative easing”, operazione con la quale la Banca Centrale Europea punta a rilanciare l’economia nell’Eurozona tramite l’acquisto di titoli e obbligazioni. Gli obiettivi di crescita sono legati anche alla strategia del Piano per gli Investimenti per l’Europa, cosiddetto Piano Juncker, e della creazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), la cui operatività potrà contribuire al finanziamento di importanti progetti.
A questo primo punto, che rappresenta una discontinuità rispetto alle politiche di austerity del passato, è fortemente legata la seconda ragione per cui il documento programmatico va apprezzato, ed è costituita essenzialmente dagli obiettivi di crescita dell’occupazione. Il programma nazionale di riforma, nella sezione dedicata al mercato del lavoro, oltre a richiamare l’attenzione sulle misure del Jobs act, si sofferma su alcuni aspetti fondamentali, come le tutele per la disoccupazione e il sostegno al reddito, la Garanzia giovani (“Youth Guarantee”, programma comunitario che prevede che ogni giovane, entro quattro mesi dalla conclusione del suo ciclo formativo, o entro quattro mesi dalla perdita di un posto di lavoro, riceva l’offerta di un lavoro, di un tirocinio, di un modulo di formazione o di un nuovo percorso d’istruzione), la semplificazione dei contratti a termine e dell’apprendistato e, infine, le misure intraprese per incentivare l’occupazione (come le 80 euro in busta paga per i dipendenti con reddito annuo fino a 26.000 euro, la deducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile IRAP, e l’esenzione contributiva triennale totale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, su cui la risoluzione votata chiede di valutare il proseguimento degli sgravi anche dopo il 2015).
Infine, è giusto che tra le priorità sia stato evidenziato l’obiettivo di un percorso di riduzione del deficit e del rapporto debito/Pil, anche nella prospettiva di rassicurare i partner europei e i mercati finanziari. È fondamentale che si realizzi concretamente questo obiettivo con le previste misure di rafforzamento della sostenibilità della finanza pubblica, nonché escludendo aumenti della pressione fiscale, coerentemente non solo con le regole europee, ma soprattutto con quella credibilità che il nostro Paese sta finalmente ottenendo grazie all’assunzione di precisi impegni e responsabilità nelle scelte di programmazione economica.
Le opportunità di uscita dalla crisi oggi ci sono, e occorre tradurre queste occasioni di intervento in reali condizioni di crescita. Il dato politico delle scelte attuali, è che più equa è la distribuzione della ricchezza, migliore è la crescita, e questo vuol dire che l’Italia ce la farà solo se saprà rendere il più inclusivo possibile il proprio percorso di ripresa economica. Per questo, è positivo che uno dei capitoli del Def affronti gli obiettivi di contrasto alla povertà, per affrontare quei dati Istat che ci riportano un livello di deprivazione materiale inaccettabile che, seppur diminuito negli ultimi due anni, è aumentato per donne anziane o con figli minori a carico. Una sfida, dunque, che è doveroso vincere al più presto e con tutti gli strumenti possibili, e da cui dipenderà la credibilità di ogni prossima manovra economica.
 
in Senato


Assemblea

Nella seduta di giovedì 23 aprile, al termine della discussione del Documento di economia e finanza (Doc. LVII, n. 3), l’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato la risoluzione di maggioranza n. 5; è stato inoltre approvato, all’unanimità, l’emendamento 5.1, a prima firma della senatrice De Biasi.

Nella seduta pomeridiana di martedì 21 aprile l’Aula ha approvato in prima lettura l’A.S. 1818, di conversione del decreto-legge 17 marzo 2015, n. 27, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento contemporaneo delle elezioni regionali ed amministrative (cosiddetto “ election day“); il testo passa alla Camera dei deputati.

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, sul Consiglio europeo straordinario di giovedì 23 aprile, il Senato, nella seduta del 22 aprile, ha approvato la proposta di risoluzione di maggioranza e i dispositivi delle proposte di risoluzione di FI-PdL e M5S; Nel corso del dibattito ha preso la parola Giorgio Napolitano, qui il testo del suo intervento.

In apertura di seduta del 23 aprile, la senatrice De Biasi ha ricordato in Aula che venerdì 24 aprile ricorre il centenario del genocidio degli Armeni. La Presidenza ha invitato l’Assemblea a osservare un minuto di silenzio. Lo scorso 15 aprile, anche il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione in cui si rendeva omaggio alle vittime del genocidio armeno.


Commissioni

La COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, nella seduta del 21 aprile, è stata impegnata nel seguito della discussione del ddl n. 865 recante “Istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani”; l’esame è proseguito anche nella seduta del 22 aprile ed è stato fissato alle ore 13 di giovedì 7 maggio il termine per la presentazione di eventuali emendamenti.
Nella seduta di martedì 21 ha inoltre portato avanti la trattazione del ddl n. 1556 recante disposizioni volte a garantire la parità della rappresentanza di genere nei consigli regionali; la discussione è proseguita anche mercoledì 22 aprile ed è stato fissato alle ore 13 di giovedì 14 maggio il termine per la presentazione di eventuali emendamenti.

La Commissione ha infine deciso di svolgere, previa autorizzazione del Presidente del Senato, una indagine conoscitiva sul fenomeno dell’ immigrazione.


In COMMISSIONE GIUSTIZIA, è stato avviato l’esame dell’A.S. n. 10-362-388-395-849-874-B sull’ introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano.


Nella seduta di mercoledì 22 aprile, è stato all’attenzione della COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI il testo base, presentato dai relatori, sen. Esposito e sen. Pagnoncelli, in materia di delega del recepimento di direttive su appalti e concessioni (ddl n. 1678).


La COMMISSIONE AGRICOLTURA, nella seduta di martedì 21, ha portato avanti l’esame dell’A.S. 1728 recante disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità agraria e alimentare, già approvato dalla Camera; la discussione è proseguita anche nella seduta del 22 aprile ed è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti per giovedì 30 aprile, alle ore 10.


La COMMISSIONE LAVORO, in Ufficio di Presidenza, ha svolto alcune audizioni su due schemi di decreto legislativo: il n. 157, misure di conciliazione su esigenze di cura, vita e lavoro ed il n. 158 su tipologie contrattuali e revisione della disciplina delle mansioni.


La COMMISSIONE DIRITTI UMANI, il 21 aprile, ha proseguito l’indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale, con l’audizione di Myria Vassiliadou, coordinatrice antitratta dell’Unione europea. Qui il testo dell’audizione.

 

dalla Camera


Nella seduta di Mercoledì 22 aprile è stata approvata in via definitiva la proposta di legge: Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi.

Nella stessa seduta, è stata approvata la Relazione sul sistema di protezione dei testimoni di giustizia, approvato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere (Doc. XIII, n. 4).

 

ho firmato


Il ddl “Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sugli appalti pubblici e sui fenomeni della corruzione e della collusione ad essi correlati”.

Il ddl “Modifica all’articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in materia di ricercatori a tempo determinato”.

 

temi della settimana


Giovanni Lo Porto, operatore di pace e di solidarietà

Ho voluto esprimere il mio dolore e il mio cordoglio per la morte di Giovanni Lo Porto, morto durante la sua prigionia, al confine tra Pakistan e Afghanistan, a seguito di un attacco militare USA.

Lo Porto era stato rapito tre anni fa, il 19 gennaio 2012, insieme a un collega tedesco in Pakistan, dove lavorava per la ong tedesca Welt HungerHilfe (Aiuto alla fame nel mondo) impegnata nella ricostruzione dell’area messa in ginocchio dalle inondazioni del 2011. Il suo rapimento fu rivendicato da Al Qaeda.

Persone come Giovanni Lo Porto ci rendono orgogliose di essere italiani, spendendo la propria vita per rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere, per tutti noi.


Expo 2015

È stata presentata oggi la Carta di Milano.

Questo documento rappresenta un atto politico fondamentale che promuove l’impegno di tutte le istituzioni, le imprese e la società civile a costruire nuove e irrinunciabili prospettive di sviluppo e di contrasto alle diseguaglianze , e trovo importante il richiamo alla responsabilità di tutti nel saper agire con scelte e decisioni coerenti per un futuro sostenibile e giusto.

Con la Carta di Milano il nostro Paese si rende protagonista di un impegno globale per l’accesso al cibo sano e sicuro come diritto umano fondamentale , e dovremo tutti essere all’altezza di questa grande responsabilità nei confronti delle future generazioni, garantendo a donne e uomini di tutto il pianeta un equo accesso al cibo, alle risorse naturali e al loro uso sostenibile.

Grazie alla Carta di Milano l’evento di Expo 2015 si caratterizza come grande occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite, ma soprattutto per esercitare concretamente, ciascuno con i propri ruoli e funzioni, la promozione di un eguale accesso alle risorse naturali, al credito, alla formazione, alle tecnologie e all’energia, in particolare per le donne e i gruppi sociali più svantaggiati.


Governo

Martedì 21, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, tre decreti attuativi della riforma fiscale (legge delega n. 23 del 2014) che ora passano alle Camere per il prescritto parere. Si tratta del decreto legislativo sulla trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori elettronici (fatturazione elettronica); del decreto concernente misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese; del decreto recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente.

Per conoscere nel dettaglio le misure approvate, potete consultare il comunicato stampa ufficiale.


Salviamo l’opificio di San Leucio

Ho scritto un appello per salvare l’opificio di San Leucio, che oggi rischia di chiudere. L’ho rivolto a Claudio Marenzi, Presidente Sistema Moda Italia, Carlo Capasa, Presidente Camera Nazionale della Moda, e Mario Boselli, Presidente Onorario Camera Nazionale della Moda, chiedendo lo sforzo di individuare rapidamente degli investitori credibili – italiani o esteri – in grado di rilevare lo stabilimento e la produzione, salvaguardando l’esperienza dei nostri artigiani tra i più qualificati

Lettera di Matteo Renzi ai circoli del PD sull’Italicum

Matteo Renzi ha scritto una lettera ai circoli del PD per illustrare la legge elettorale in approvazione alla Camera ed i motivi per cui approvarla adesso è importante per il Paese.

Questa legge l’ha voluta il PD. L’abbiamo definita una urgenza e ora dovremmo fermarci? L’abbiamo proposta alle primarie del dicembre 2013, con due milioni di persone che ci hanno votato. L’abbiamo ribadita alla prima assemblea a Milano. L’abbiamo votata in direzione a gennaio 2014. L’abbiamo votata, modificata sulla base delle prime richieste della minoranza interna, alla Camera nel marzo 2014. L’abbiamo di nuovo modificata d’accordo con tutta la maggioranza e l’abbiamo votata al Senato nel gennaio 2015. L’abbiamo riportata in direzione nazionale e l’abbiamo votata. Poi abbiamo fatto assemblea dei deputati e l’abbiamo votata ancora una volta. L’abbiamo votata in Commissione e adesso siamo alla terza lettura alla Camera, in un confronto parlamentare che è stato puntuale, continuo, rispettoso.”

 

in evidenza – rassegna


Lunedì 27 ho presentato il mio DDL sull’Educazione di Genere in un incontro promosso dalla Provincia di Arezzo e dall’Ufficio Scolastico provinciale dal tema: Le pari opportunità iniziano anche dai banchi di scuola. Mi sembra doveroso parlare e confrontarsi quanto più possibile su questo tema importante e troppo spesso al centro di mistificazioni ideologiche e incomprensioni.

Sempre lunedì, la mattina, ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione di RELIVE, rete nazionale dei centri che si occupano degli uomini autori di violenza di genere. Bisogna mettere in rete le esperienze esistenti e incoraggiare anche i centri antiviolenza ad assumere il punto di vista degli uomini come parte del loro percorso, ovviamente mantenendo sempre al centro il punto di vista delle donne sulla violenza, per questo è importante che nel Piano antiviolenza nazionale il lavoro di Relive venga riconosciuto e sostenuto, anche economicamente.

Sabato 25 ho rappresentato il Senato alla celebrazione del 70mo della Liberazione al Teatro Piccolo di Milano, già sede durante il fascismo della famigerata Legione Muti, presente Sergio Mattarella.

Venerdì 24 ho portato il mio contributo all’iniziativa promossa da CNA Federmoda al Museo del tessuto di Prato dedicata al valore economico ma anche sociale ed etico del Made in Italy, analizzato in ogni sua sfaccettatura. Qui potete trovare un resoconto giornalistico della giornata.

L’iniziativa si è tenuta oggi non a caso, essendo il secondo anniversario della tragedia del Rana Plaza, in cui morirono oltre 1000 operai ed operaie. Ho voluto ricordarlo con alcune riflessioni.

Ho presenziato, giovedì 23 in Sala Zuccari, alla Lectio Magistralis di Luce Irigaray su Democrazia e Differenza.
Un’occasione preziosa per ascoltare la fondatrice del pensiero della differenza sessuale, ospitata per la prima volta da una importante istituzione nazionale per parlare del rapporto diretto che esiste tra il riconoscimento della differenza femminile e la qualità della democrazia.
Il pensiero di Luce Irigaray è prezioso perché interroga la politica sulle proprie capacità di intervenire anche su quei linguaggi e simboli che, essendo sempre declinati al maschile, finiscono per negare la differenza femminile e la libertà delle donne.