Con l’esposizione universale di Milano iniziata oggi abbiamo una grande occasione per costruire, veramente, una politica alimentare condivisa a livello globale: siamo tutti responsabili di lasciare un mondo più equo alle generazioni future, e ciò sarà possibile solo se i governi saranno capaci di agire promuovendo i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, fattori che, come ricorda anche la Fao, sono indispensabili per realizzare il contrasto della povertà.

Ho firmato la Carta di Milano in cui si ritiene inaccettabile che non sia ancora universalmente riconosciuto il ruolo fondamentale delle donne, in particolare nella produzione agricola e nella nutrizione, e credo che lo spirito giusto con cui affrontare questi sei mesi di esposizione universale sia proprio questo: l’agenda politica dei governi non può prescindere da quei dati della Fao secondo i quali, se le donne avessero lo stesso accesso degli uomini alle risorse, ci sarebbero 150 milioni di affamati in meno sulla terra.