Con il voto di oggi è stato mantenuto l’impegno delle assunzioni, era indispensabile che la riforma della scuola partisse da questo punto perché il corpo docente sarà l’attore principale del nuovo patto educativo.
Dopo la consultazione pubblica per la buona scuola e dopo i confronti avvenuti in commissione e con le tante audizioni, per raggiungere un testo condiviso, molte delle polemiche di questi giorni sembrano ingenerose, mentre bisogna sottolineare quanto sia positivo che con questa riforma il nostro Paese possa tornare a investire seriamente sia sugli insegnanti, a partire dal merito, dall’autonomia e dalla valorizzazione del dirigente scolastico, che sugli studenti, con un aggiornato sistema di alternanza scuola-lavoro che altrove, in Europa, è stato coltivato già da anni e ha dato ottimi risultati in termini di occupazione giovanile e competitività.
E’ auspicabile  che il percorso di questa riforma si realizzi al più presto per dare agli insegnanti, agli studenti e alle loro famiglie un rinnovato entusiasmo nei confronti della scuola, che non è solo un luogo di apprendimento, ma è anzitutto una comunità responsabile della crescita delle donne e degli uomini di domani; anche per questo, le polemiche di questi giorni su quanto previsto per l’educazione alla parità di genere, sono a dir poco assurde, visto che si tratta di “attuare i principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle relative tematiche”.