I milioni di consumatori del mondo che cercano, vestono, mangiano Made in Italy vogliono qualità e sicurezza garantite, certificate, anche per questo servono strumenti di politica industriale in grado di sostenere chi investe veramente in qualità e innovazione dei prodotti certificando le filiere produttive, ed è fondamentale che ciò che si dice in questo confronto entri nei luoghi della decisione politica.
E’ su questi temi che ho incentrato il mio intervento al Seminario estivo della Fondazione Symbola, in corso a Treia (Mc), dal titolo ‘Orgoglio e pregiudizio. Perché l’Italia deve fare l’Italia’.
Qualità, etica, sicurezza e innovazione sono i fattori che hanno permesso al Made in Italy di affermarsi nel mondo e di resistere anche negli anni della crisi, soprattutto grazie all’export, per questo oggi produttori e consumatori sanno che la vera sfida si gioca sulla competitività sostenibile, sia in termini di sostenibilità ambientale che sociale