Approvato il ddl n. 1556 “Modifica all’articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire la parità della rappresentanza di genere nei consigli regionali sull’equilibrio nella rappresentanza nei Consigli regionali”.
Con l’approvazione del ddl per l’equilibrio di genere nella rappresentanza nei Consigli regionali, è stato compiuto un ulteriore passo in avanti per costruire una democrazia paritaria anche nel nostro Paese, una scelta coerente con tutti gli sforzi fatti finora in Parlamento per garantire una piena cittadinanza per tutti.
Il principio della rappresentanza di genere è stato introdotto con largo consenso nelle riforme affrontate in questa legislatura in Parlamento, ed è fondamentale tenerne conto anche nella rappresentanza all’interno dei consigli regionali: basta ricordare quanto era stato già fatto ad agosto 2014 in Senato con l’approvazione della proposta di riforma costituzionale, introducendo un nuovo secondo comma, all’art. 55 della Costituzione, in base al quale le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.
Coerentemente con la nuova legge elettorale nazionale dotata della doppia preferenza di genere e della norma antidiscriminatoria che rende inammissibili le liste in cui vi siano più del 60% dei candidati dello stesso sesso, e per dare attuazione all’articolo 122, primo comma, della Costituzione, che prevede che le regioni disciplinino i propri sistemi elettorali attenendosi al principio fondamentale della parità di genere, il provvedimento votato oggi rappresenta un modo concreto per permettere alle cittadine e ai cittadini, anche a livello regionale, di scegliere liberamente i propri rappresentanti rispettando la piena condivisione, tra donne e uomini, dell’esercizio delle responsabilità pubbliche.