L’Unità, 8 aprile 2016

Lo spettacolo offerto l’altro giorno a Napoli dal Sindaco Luigi De Magistris è stato l’ennesimo atto di una deriva ormai diffusa in cui i rapporti istituzionali sono piegati alla polemica politica, a spese della collettività che quelle istituzioni rappresentano.
La vicenda napoletana è emblematica in questo.
Dopo anni di inazione delle istituzioni locali, dalla Regione Campania al Comune di Napoli, il Governo aveva deciso il commissariamento dell’area di Bagnoli, con la nomina a Commissario di Salvatore Nastasi, come strumento per accelerare il progetto di recupero dell’area.
Per anni non si era riusciti a sbloccare la situazione di Bagnoli, l’ex area industriale di Italsider, che dopo aver chiuso la produzione negli anni ’90, ha lasciato un terreno che aveva bisogno di una bonifica ambientale e di una rigenerazione urbanistica che lo ricucisse con la città e permettesse il recupero di questi spazi alla comunità.
Alla cabina di regia di Bagnoli avrebbero dovuto partecipare il Governo e le istituzioni locali, ed in questa veste sarebbe stato presente, per illustrare il progetto, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Una visita istituzionale, in una città che della vicinanza delle istituzioni nazionali ha bisogno per essere aiutata a tirarsi su da una situazione difficile in cui però ha tutte le risorse necessarie a tornare ad esercitare, sulla scena nazionale, un ruolo di primo piano.
Renzi a Napoli è quindi andato, ed ha presentato il progetto per Bagnoli, un impegno economico importante per questa città, con 272 milioni di Euro per bonificare l’area, ripulire il mare e le terre, eliminare la colmata e restituire ai napoletani questa parte di città.
Impegni importanti e non retorici, perché per la prima volta chiare sono anche le tempistiche: 36 mesi di lavori per completare, nell’ordine, la bonifica, la rigenerazione e le infrastrutture per quell’area.
Una sfida difficile, in una situazione ferma da troppi anni e che ha visto ritardi e sprechi accumularsi in una mala gestione evidente cui serviva mettere fine. Una sfida in cui le istituzioni devono saper collaborare, a tutti i livelli, come ha riconosciuto il Governo, decidendo di far partecipare, giustamente, alla cabina di regia anche gli enti locali.
Il Sindaco ha invece scelto di trasformare questo momento nel lancio della propria campagna elettorale, venendo meno a quel ruolo di rappresentante di tutta la sua comunità che invece un’istituzione che esercita il proprio ruolo deve mantenere in ogni occasione.
La polemica politica è legittima e sappiamo bene che fa parte delle cose, ma chi ricopre posizioni istituzionali deve sapere che il riconoscimento reciproco e il lavoro di squadra è non solo auspicabile ma necessario sempre, nel rispetto dei cittadini.
E’ una questione di cultura istituzionale e di rispetto del proprio ruolo e di quello della controparte: un limite invalicabile che però, purtroppo, in questi anni è sembrato sempre più fragile.
Lo spettacolo offerto da De Magistris, non solo ieri col video con cui ha “accolto” il Presidente del Consiglio, ma con le dichiarazioni degli ultimi mesi, ha valicato quel limite in modo netto e eccessivo. Una manifestazione di scarsa sensibilità istituzionale e un servizio pessimo alla città.

Si è avuta la dimostrazione di quello che un’istituzione non dovrebbe fare: allusioni a interessi oscuri nascosti nella cabina di regia, denuncia di una cementificazione che, vedendo il progetto presentato, non trova riscontri, esercizio di uno sterile conflitto istituzionale a scopi politici, delegittimazione del progetto e degli attori che stanno lavorando, con fatica e dedizione, ad una trasformazione importante per Napoli.
Infine, la deresponsabilizzazione del livello di governo che rappresenta di fronte a una sfida cruciale per la città: un ripiegamento del ruolo istituzionale a vicenda politica e personale inaccettabile.
Il linguaggio usato, dalla “derenzizzazione” della città, alla chiamata alla “resistenza contro forme di violenza o occupazione”, fino all’accusa di eversione verso il Presidente del Consiglio, ne delegittima il ruolo istituzionale, ma soprattutto non rende un servizio utile a Napoli. Una grande città europea, la capitale del mezzogiorno, una comunità e un territorio che invece meritano l’impegno di tutti i livelli istituzionali, affinché, dopo anni di abbandono, torni ad avere il ruolo che merita.

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