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Occorre intervenire sui giovani. È dall’adolescenza che bisogna partire: serve educazione, serve prevenzione, serve un intervento attraverso la scuola, la famiglia, i genitori e gli stessi media per far avere ai ragazzi consapevolezza.

È un fenomeno che noi stiamo affrontando dall’anno scorso tant’è che in Senato abbiamo già affrontato e deliberato all’unanimità il Ddl sul cyberbullismo, esattamente per mettere delle regole.

Le regole vanno a creare strumenti e interventi per prevenirlo.

Intervenire sulle giovani generazioni è un tema fondamentale per costruire le condizioni per cui non si possa usare quel tipo di violenza che passa anche dalla rete. Ma occorre che ci sia una consapevolezza anche tra gli adulti, tra i genitori, perché è un fenomeno veramente molto pesante che si sta radicando e si sta estendendo. 

Il mio augurio – ora che il Ddl è alla Camera – è che si faccia velocemente e che ci sia una condivisione sostanziale con il testo uscito dal Senato.

Vorrei evitare che ci siano troppe navette, troppi passaggi, tra Senato e Camera, non solo perché il fenomeno è molto serio ma perché se non interveniamo in tempo non creiamo le condizioni per prevenirlo e rischiamo che il fenomeno si allarghi senza riuscire a sdradicarlo.