Il terremoto del 24 agosto, che è costato la vita a 295 persone e che ha distrutto intere comunità, ha aperto, grazie all’iniziativa Casa Italia del Governo, una seria riflessione sulla prevenzione dai rischi sismici e la sicurezza del territorio.

Questa mattina in Senato abbiamo discusso di questo, con la presenza in aula anche di Matteo Renzi e con l’intervento, tra gli altri, del senatore a vita Renzo Piano.

Piano-Senato

La mozione presentata da Stefano Vaccari ha fissato alcuni punti per la ricostruzione: rispetto dei più elevati criteri di qualità ed efficienza, totale trasparenza delle scelte, legalità e condivisione con le Istituzioni e le comunità locali.

Serve, inoltre, da subito, pianificare e individuare le risorse economiche necessarie per il completamento di tutte le azioni di ricostruzione e salvaguardia, senza rischiare di avviare un piano pluriennale senza tutte le coperture.

Serve un progetto d’azione lungo, che guardi ai prossimi 50 anni e attraversi le prossime due o tre generazioni, come ha sottolineato Renzo Piano. Un progetto che ci permetta di superare l’idea di fatalità e di estendere alla programmazione lunga la stessa qualità e la stessa capacità di azione che sappiamo mostrare nelle emergenze, grazie al prezioso lavoro della Protezione civile.

Renzo Piano ci ha illustrato, con la competenza e la passione di chi ha dedicato a questi temi la vita, il progetto che ha in mente, mirato a salvaguardare da futuri eventi sismici il nostro patrimonio residenziale.

La casa è il luogo in cui ciascuna persona si rifugia, in cui ciascuna famiglia si ritrova. Uno spazio che ciascuna e ciascuno di noi naturalmente considera sicuro, e che sicuro dobbiamo rendere.

Il progetto parte da una diagnosi scientifica degli edifici, usando strumenti diffusi in tutto il mondo e prodotti in Italia, come il senatore Piano ci ha ricordato.

Occorre poi passare ad una cantieristica leggera, che permetta di intervenire senza allontanare le persone dai luoghi in cui abitano, riducendo i costi sia economici che umani degli interventi.

Il nostro territorio è però diverso come caratteristiche sia geofisiche che di edificazione, con grandi differenze tra le case costruite più di 70 anni fa e quelle più recenti.

Ecco perché sarà decisivo riuscire a realizzare il progetto attraverso i 10 prototipi di cui ha parlato il senatore Piano. Prototipi da costruire lungo l’arco dell’Appennino, in tempi brevi, per avere esempi concreti su cui programmare i cantieri diffusi.

Dobbiamo iniziare a prenderci cura del nostro territorio e delle nostre case, abituarci a farlo regolarmente e non smettere più.

Come ci ha ricordato Piano siamo “custodi talvolta disattenti” del nostro straordinario patrimonio di edifici e tessuto urbano, come fossimo “assuefatti alla nostra bellezza”, dimenticandoci di quanto valga in termini sociali, culturali, economici, per ricordarcene sono quando “ci crolla addosso”.

È pensando alle prossime generazioni e per onorare la memoria di chi ha perso la vita per colpa di un terremoto che dobbiamo considerare questa una sfida decisiva, di tutte le forze politiche e sociali, di tutte le Istituzioni.

È un’occasione per cambiare il nostro territorio, gli edifici, ma anche un po’ noi stessi.