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Le donne italiane hanno conquistato il diritto di voto attivo e passivo soltanto nel dopoguerra, ed è grazie al loro impegno che l’Italia negli anni ha fatto grandi passi in avanti verso l’uguaglianza e il riconoscimento dei diritti. Purtroppo, però, la parità è ancora lontana, anche nella rappresentanza, basti pensare che in moltissime regioni la percentuale di donne è sotto il 20%.

Con la riforma sarà scritto in Costituzione che “le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”, e lo stesso principio sarà inserito nell’articolo che detta le linee guida per le leggi regionali.

Un grande passo in avanti, che dà concretezza ai valori della prima parte della Costituzione, quella che non potrà mai cambiare.

Più donne nelle istituzioni significa più condivisione e priorità all’uguaglianza e più ricchezza per la nostra democrazia, conviene a tutti.