Oggi nella sala ISMA del Senato abbiamo parlato dell’arte tessile, che unisce antiche tradizioni artigiane e qualità del Made in Italy, in occasione della presentazione del volume “Il Seicento a ricamo”.

Laboratori, botteghe, atelier, scuole, maestri artigiani, capacità di tramandare le tradizioni, sperimentazione di tecniche innovative: nel racconto empirico della “filiera” del ricamo si rintracciano abitudini, competenze e qualità che hanno caratterizzato e caratterizzano l’eccellenza tessile italiana.

Il tessile è un settore centrale, uno di quelli per cui siamo più apprezzati e amati nel mondo. Chi osserva, consuma, acquista un prodotto italiano sceglie un po’ di Italia per arricchire la sua vita. Qualcosa di simile accadeva già per i committenti da cui partiva la produzione di manufatti ricamati.

Il Made in Italy oggi è una grande opportunità di crescita, un programma per l’Italia che ha radici lontane e grandi prospettive. È un modello di sviluppo etico e sostenibile, fondato su qualità e innovazione, passione imprenditoriale, capacità manifatturiera e artigiana, ricerca, rispetto dei diritti del lavoro e della salute delle persone, design, stile, creatività e bellezza, green economy, valorizzazione dei beni culturali e naturali.

Dobbiamo trasformare questo programma, che oggi è nelle esperienze e nelle riflessioni di chi ci lavora, in una visione larga e condivisa.

Una cornice che definisce il nostro passato e dentro la quale possiamo ritrovare il filo per raccontare e costruire il futuro, per ritrovare il senso di noi stessi e il nostro posto nel mondo. Un posto che passa per uguaglianza, bellezza e qualità.