Ci convincono le ragioni illustrate nel manifesto del Comitato nazionale per il Sì (#Bastaunsì – http://www.bastaunsi.it/) sulla legge costituzionale recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione.

  1. La riforma tiene fermi i principi fondamentali che ispirano la Carta costituzionale (solidarietà, uguaglianza, dignità del lavoro) e non intacca affatto il catalogo dei diritti sociali di cui alla prima parte della Costituzione. Anche da questo punto di vista, quindi, non sono accettabili letture allarmistiche della riforma. Anzi l’anima sociale della Costituzione potrà essere meglio attuata in virtù della semplificazione istituzionale che la riforma prevede.
  2. Coloro che, per ragioni professionali o accademiche, si occupano della regolazione del lavoro e della previdenza sociale non possono che apprezzare la versione dell’art. 117 della Costituzione approntata dalla riforma. Nel nuovo art. 117, è positiva la conferma che la potestà legislativa, sia essa esercitata dallo Stato o dalle Regioni, deve procedere conformemente alle indicazioni dell’Unione europea e alle convenzioni internazionali a cui l’Italia partecipa.
  3. Il nuovo art. 117 della Costituzione continua a riconoscere come competenza esclusiva dello Stato la materia dell’ordinamento civile. Ciò comporta che la disciplina dei rapporti di lavoro e delle relazioni sindacali resta di competenza del Parlamento nazionale. E anche su questo non si può che essere d’accordo.
  4. Ugualmente positiva è la scelta di confermare la competenza esclusiva dello Stato in materia di previdenza sociale, per la quale non si giustificano disparità di trattamento a livello territoriale.
  5. Nella versione dell’art. 117 della Costituzione, conseguente alla revisione del 2001, la previdenza complementare è stata considerata materia concorrente tra Stato e Regioni. La legge di riforma modifica tale punto, attribuendo anche la previdenza complementare allo Stato. La scelta è sicuramente da apprezzare. Anche in questo caso, infatti, le esigenze di uniformità di protezione e di disciplina avvalorano la modifica. La previdenza complementare è principalmente rimessa alla contrattazione collettiva, che opera come fonte istitutiva e liberamente decide la dimensione dei fondi di previdenza (nazionale, categoriale, territoriale). I fondi di previdenza hanno bisogno di misure di promozione e di un efficace sistema di vigilanza che, a loro volta, non possono che essere regolati a livello nazionale e, anche per la mobilità transfrontaliera, in ambito europeo.
  6. L’attuale versione dell’art. 117 della Costituzione non si preoccupa di chiarire espressamente le competenze di Stato e Regioni in materia di assistenza sociale. Ciò ha creato notevoli incertezze e complicazioni. La nuova versione dell’art. 117 della Costituzione ha il merito di dare diretto rilievo a un’area di intervento pubblico, come le politiche sociali, di grande importanza, chiarendo con precisione i compiti di Stato e Regioni. Anche ciò concorrerà a una migliore attuazione dei diritti sociali della prima parte della Carta costituzionale.
  7. Il Paese ha vissuto una difficile fase, caratterizzata da aspri conflitti tra Stato e Regioni, generata dalla competenza concorrente in materia di “tutela e sicurezza del lavoro” (espressione presente nell’attuale art. 117 della Costituzione e mai utilizzata in precedenza dal legislatore e, quindi, fonte di incertezze). Ora, ci si è già incamminati nell’attuazione di forme cooperative. In questa prospettiva, il d. lgs. n. 150/2015, che regola politiche attive e mercato del lavoro, assume particolare rilievo: può essere considerato, infatti, il più ambizioso tentativo del legislatore statale di edificare in forma condivisa, mediante una paziente opera di “concertazione istituzionale”, un “sistema nazionale di servizi e politiche attive del lavoro”. La legge di riforma costituzionale, eliminando l’area a competenza concorrente, attribuisce allo Stato, in via esclusiva, la competenza legislativa in materia di “tutela e sicurezza del lavoro” e di “politica attiva del lavoro”. Quest’ultima è una scelta innovativa che merita di essere sottolineata. Per la prima volta la “politica attiva del lavoro” assume il rango di materia di rilievo costituzionale, eliminando con ciò incertezze interpretative. Con la riforma si superano, dunque, persistenti disomogeneità territoriali che hanno contraddistinto l’esperienza degli ultimi venti anni e si avvia il Paese verso un “sistema nazionale” che assicuri a tutti cittadini i livelli essenziali delle prestazioni.
  8. La riforma costituzionale lascia spazio alla collaborazione tra istituzioni. Accanto alle funzioni che saranno svolte dal nuovo Senato (legislative, di raccordo tra lo Stato       e le istituzioni delle autonomie e di valutazione delle politiche pubbliche), permane un’area di decisioni su cui si potrà proseguire nel coinvolgimento delle autonomie locali, valorizzando le forme e le sedi di cooperazione.

 

Sulla base delle ragioni succintamente illustrate e di quanto si potrà ulteriormente chiarire in occasione di discussioni pubbliche su questi temi, il COMITATO GIUSLAVORISTI PER IL SÌ promuove tra gli esperti di diritto del lavoro, delle relazioni sindacali e della previdenza sociale il sostegno per il “Sì” alla campagna referendaria sulla riforma costituzionale del 2016.

Il Comitato ha costituito un gruppo in Linked-in al seguente indirizzo – https://www.linkedin.com/groups/7073517 – dove saranno segnalate le iniziative e sarà pubblicato il materiale di approfondimento. Per aderire al manifesto si può scrivere a michele.faioli@uniroma2.it


 

I componenti e promotori del Comitato sono:

    1. Pasqualino Albi, ordinario di diritto del lavoro Univ. Pisa
    2. Edoardo Ales, ordinario di diritto del lavoro Univ. Cassino
    3. Ilario Alvino, ricercatore di diritto del lavoro Univ. Bicocca Milano
    4. Antonio Aurilio, avvocato giuslavorista
    5. Giovanni Battafarano, esperto di lavoro e relazioni industriali
    6. Janice Bellace, full professor of labor law – Penn University
    7. Lauralba Bellardi, ordinario di diritto del lavoro Univ. Bari
    8. Andrea Bollani, associato di diritto del lavoro Univ. Pavia
    9. Roberto Bortone, associato di diritto del lavoro Sapienza Univ. Roma
    10. Andrea Bortoluzzi, avvocato giuslavorista
    11. Marina Brollo, ordinario di diritto del lavoro Univ. Udine
    12. Annalisa Capiello, avvocato giuslavorista
    13. Giuseppantonio Cela, già dirigente Ministero del lavoro
    14. Luca Cerusa, esperto di formazione professionale e relazioni industriali
    15. Gino Cipriani, consulente del lavoro
    16. Silvia Ciucciovino, ordinario di diritto del lavoro Univ. Roma Tre
    17. Andrea Consolini, avvocato giuslavorista
    18. 18. Fulvio De Amicis, avvocato giuslavorista
    19. Raffaele De Luca Tamajo, ordinario di diritto del lavoro Univ. Federico II Napoli
    20. Maurizio Del Conte, associato di diritto del lavoro Univ. Bocconi Milano
    21. Riccardo Del Punta, ordinario di diritto del lavoro Univ. Firenze
    22. Deborah Di Bitonto, avvocato giuslavorista
    23. Stefano Di Niola, CNA – relazioni di lavoro e sindacali
    24. Caterina Errigo, avvocato giuslavorista
    25. Michele Faioli, ricercatore di diritto del lavoro Univ. Tor Vergata Roma
    26. Giampiero Falasca, avvocato giuslavorista
    27. Vincenzo Ferrante, ordinario di diritto del lavoro Univ. Cattolica Milano
    28. Giuseppe Ferraro, ordinario di diritto del lavoro Univ. Napoli Federico II
    29. Pietro Fiorentino, esperto di politiche del lavoro e formazione
    30. Cinzia Frascheri, responsabile nazionale Cisl SSL
    31. Domenico Garofalo, ordinario di diritto del lavoro Univ. Bari
    32. Edoardo Ghera, ordinario di diritto del lavoro Univ. Roma
    33. Davide Ghigiarelli, avvocato giuslavorista
    34. Gaetano Giannì, avvocato giuslavorista
    35. Riccardo Giovani, Confartigianato – relazioni di lavoro e sindacali
    36. Pietro Ichino, ordinario di diritto del lavoro Univ. Milano
    37. Marco Lai, docente a contratto di diritto del lavoro Univ. Firenze
    38. Franco Liso, ordinario di diritto del lavoro Sapienza Univ. Roma
    39. Andrea Lucà, avvocato giuslavorista
    40. Silvia Lucantoni, avvocato giuslavorista
    41. Fiorella Lunardon, ordinario di diritto del lavoro Univ. Torino
    42. Mariella Magnani, ordinario di diritto del lavoro Univ. Pavia
    43. Massimo Marchetti, responsabile legislazione e diritto del lavoro Confindustria
    44. Arturo Maresca, ordinario di diritto del lavoro Sapienza Univ. Roma
    45. Ivana Marimpietri, associato diritto del lavoro Univ. Cassino
    46. Michel Martone, ordinario di diritto del lavoro Univ. Teramo
    47. Oronzo Mazzotta, ordinario di diritto del lavoro Univ. Pisa
    48. Paola Nicoletti, ricercatrice ISFOL
    49. Angelo Pandolfo, ordinario di diritto del lavoro Sapienza Univ. Roma
    50. Pasquale Passalacqua, associato di diritto del lavoro Univ. Cassino
    51. Marcello Pedrazzoli, ordinario di diritto del lavoro Univ. Bologna
    52. Mattia Persiani, emerito di diritto del lavoro Sapiena Univ. Roma
    53. Adalberto Perulli, ordinario di diritto del lavoro Univ. Ca’ Foscari – Venezia
    54. Giovanni Pino, docente di diritto sindacale Univ. Roma – Capo di Gabinetto Commissione Garanzia Sciopero
    55. Elisa Puccetti, avvocato giuslavorista
    56. Roberto Romei, ordinario di diritto del lavoro Univ. Roma Tre
    57. Pasquale Sandulli, ordinario di diritto del lavoro Sapienza Univ. Roma
    58. Franco Scarpelli, ordinario di diritto del lavoro Univ. Milano – Bicocca
    59. Valerio Speziale, ordinario di diritto del lavoro Univ. Pescara
    60. Adolfo Spaziani, esperto di relazioni industriali e contrattazione collettiva
    61. Paolo Tosi, emerito di diritto del lavoro Univ. Torino
    62. Tiziano Treu, emerito di diritto del lavoro Univ. Cattolica Milano
    63. Maria Lucrezia Turco, avvocato giuslavorista
    64. Armando Tursi, ordinario di diritto del lavoro Univ. Milano
    65. Lucia Valente, associato di diritto del lavoro Sapienza Univ. Roma
    66. Pier Antonio Varesi, ordinario di diritto del lavoro Univ. Cattolica Piacenza
    67. Gaetano Zilio Grandi, ordinario di diritto del lavoro Univ. Ca’ Foscari