Ieri e oggi, insieme alla Presidente dell’Ucei Noemi Di Segni e a oltre 100 fra studentesse e studenti ho partecipato al Viaggio della Memoria per la commemorazione dell’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau. Con noi i rappresentanti delle Associazioni dei genitori e delle studentesse e degli studenti e le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute al campo di sterminio.

Siamo stati protagonisti di un viaggio che ci ha visti tutte e tutti insieme testimoni di uno degli eventi più tragici del secolo scorso. E lo siamo stati anche grazie alle parole e le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona la tragedia della Shoah, come le sorelle Andra e Tatiana Bucci.

Come ho sottolineato alle studentesse e agli studenti presenti, se questo viaggio è così importante è perché, a distanza di così tanti decenni, la gravità dello sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale è stata tale da spingerci tutti ad attivare costantemente la nostra memoria, ricordando quei fatti anche a chi non li ha vissuti per evitare che il sopruso e l’accecamento dell’uomo possa riproporsi ancora a danno degli altri. Perché quella lucida follia omicida che ha macchiato l’Europa del sangue di un vero e proprio genocidio non si ripeta mai più.

Il Viaggio della Memoria avviene grazie all’impegno che il Ministero, l’Unione delle comunità ebraiche italiane, il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno messo in campo per coltivare costantemente la memoria affinché le ragazze e ragazzi possano riconoscere il male, escluderlo e combatterlo nei tempi che verranno.

L’impegno su questi temi vede il nostro Paese e il nostro Ministero decisamente schierati. A tale proposito ricordo l’approvazione della legge contro il negazionismo da parte della Camera dei deputati lo scorso giugno. Un passo significativo che ha ribadito l’importanza di non sottovalutare certi fenomeni e certi atteggiamenti. E di non lasciare che il tempo possa cambiare la percezione della gravità di ciò che è stato.

La scuola ha un ruolo fondamentale nell’esercizio della memoria e nell’educazione al rispetto dei diritti dell’altro e per questo con l’Ucei, con il Csm e con il Dipartimento per le Pari Opportunità di Palazzo Chigi lavoriamo per sostenere le insegnanti e gli insegnanti nella formazione della didattica della Shoah e nel coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi attraverso iniziative mirate allo studio, alla ricerca e all’approfondimento di quel periodo storico.

Lo facciamo anche in vista dell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia su cui chiederemo una riflessione specifica nelle scuole. Il prossimo anno l’Italia avrà, poi, anche un ruolo di primo piano e responsabilità: avrà la presidenza dell’IHRA, l’International Holocaust Remembrance Alliance, la Rete intergovernamentale impegnata a promuovere la didattica della Memoria e della Shoah e progetti di contrasto all’antisemitismo e all’intolleranza a livello internazionale.

In questi due giorni con la Presidente dell’Ucei Noemi Di Segni e con il Presidente della VI Commissione del Csm Ercole Aprile, abbiamo rinnovato l’impegno per diffondere la conoscenza della Shoah nella scuola italiana siglando due intese per l’educazione degli studenti alla cultura del rispetto reciproco

Voglio sottolineare che il percorso che ci ha portato al viaggio di quest’anno viene da lontano: grazie al Viaggio della Memoria, dal momento della sua istituzione ad oggi, già 1.250 studentesse e studenti hanno potuto vivere questa esperienza unica per la costruzione di un’identità e di una cittadinanza europee.

Un percorso importante perché siamo tutti chiamati al rispetto della dignità umana, ad adempiere ai nostri doveri di solidarietà politica, economica e sociale, a consentire a ciascuno lo sviluppo pieno della persona umana. Lo stabilisce chiaramente la nostra Costituzione, la legge più importante della nostra Repubblica. Una legge figlia dei terribili eventi del Novecento. E siamo chiamati a tutto questo nella nostra vita di tutti i giorni, già a partire dalla scuola, presidio di legalità e luogo di cittadinanza e di rispetto dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione. La scuola è luogo di conoscenza, di inclusione, di apertura, di curiosità nei confronti dell’altro.

Con noi, al Viaggio della Memoria di quest’anno, c’erano anche otto studenti di Amatrice. A loro ho assicurato il nostro impegno: siamo pronti a tutto per salvare l’anno scolastico delle ragazze e dei ragazzi delle zone colpite dal terremoto. Appena arrivata a Cracovia ho appreso delle scosse di terremoto che hanno nuovamente colpito il Centro Italia. La nostra task force si è attivata da subito e da ieri è in contatto costante con la Protezione Civile per monitorare la situazione. Voglio, quindi, esprimere grande vicinanza alle popolazioni e ai sindaci dei territori colpiti e assicurare tutto il nostro impegno per le studentesse e gli studenti. Per la scuola.