Giulio non è più con noi da un anno, ma il nostro pensiero è e continuerà a essere rivolto a lui fino a quando non avremo trovato la verità sulla sua morte, fino a quando non avremo accertato le responsabilità in questa vicenda: come hanno detto il Presidente Mattarella e il premier Gentiloni, è questo il nostro impegno.

Sono vicina a Paola e Claudio Regeni, privati ingiustamente del figlio, che con coraggio, forza e determinazione lottano perché venga fatta giustizia. Non siete soli.

A spingerci nella nostra azione saranno la stessa sete di conoscenza e la stessa sana curiosità che hanno guidato Giulio nel suo appassionato lavoro di ricerca. Un lavoro infaticabile di scoperta e analisi, senza paure e tentennamenti.

Porteremo alla luce la verità, riguardo a Giulio e per Giulio, e faremo in modo che la sua esperienza di vita sia guida e ispirazione per le tante e i tanti giovani del nostro Paese.

Per questo come Ministero sosterremo la proposta, che arriva dal gruppo del Partito democratico in Commissione esteri alla Camera, di istituire una borsa di studio intitolata alla memoria di Giulio che consentirà a una studentessa o a uno studente egiziano di frequentare una parte del percorso di studi nel nostro Paese. Nell’ottica della internazionalizzazione e dell’apertura, facendo tesoro dell’insegnamento che Giulio ci ha lasciato.

[Qui potete leggere il comunicato sul sito del MIUR]