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Sono sempre disponibile al confronto, come ho dimostrato anche oggi chiedendo al gruppo di ricercatrici e ricercatori, studentesse e studenti presenti al convegno organizzato dall’associazione ‘Treellle’ di intervenire per spiegare i motivi della loro contestazione. Ma aggiungo che non è mai con la violenza o con i tentativi di sopraffazione che si difende il diritto allo studio o che si possono presentare proposte per cambiare l’Università.

L’ho già detto il giorno in cui ho presentato alle Camere le linee programmatiche del Ministero che ho l’onore di rappresentare, lo ripeto oggi: parlare con tutti coloro che vivono e rappresentano il mondo della scuola, dell’università e della ricerca è e sarà il cuore del mio metodo di lavoro. Ascolterò, dialogherò, cercherò soluzioni il più possibile condivise per provare a risolvere con gradualità le condizioni vissute come ingiustizia da parte di tante e tanti che ritengono di non vedere rispettati i propri diritti e per completare, senza tradirne l’impianto, le riforme avviate, lavorando per attuare e, se necessario, migliorare. Ma, sottolineo ancora oggi, il dialogo richiede rispetto reciproco, non è possibile nessuna apertura di fronte a chi ricorre alla violenza o alle intimidazioni.

[Qui il comunicato completo sul sito del Miur]

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