Il contrasto dell’omofobia e della transfobia deve partire dalla scuola. È a scuola che si educa al rispetto dell’altra e dell’altro, secondo i principi della nostra Costituzione. Le studentesse e gli studenti devono essere formati per essere cittadine e cittadini responsabili e rispettosi dei diritti di ciascuna persona.

A scuola dobbiamo creare, attraverso le nuove generazioni, una società di pari opportunità, di uguali diritti, di rispetto e di libertà, in cui ciascuna e ciascuno senta di potersi esprimere senza condizionamenti.

Aggredire l’altro o l’altra in quanto vissuto come diverso da noi significa lederne la dignità, i diritti.

Alle ragazze e ai ragazzi dobbiamo spiegarlo con chiarezza. E dobbiamo invitarli, di fronte a episodi di violenza o discriminazione, a non girarsi dall’altra parte, a denunciare e contrastare. Anche quando questi episodi avvengono in Rete. Quando si aggredisce l’altro o l’altra, il fatto di farlo on line, in quella che comunemente definiamo la realtà virtuale, non è un’attenuante. Questo dobbiamo ricordarlo con forza.

La scuola è il luogo della conoscenza e dell’accoglienza. È il luogo in cui si fa esperienza della diversità, intesa come fonte di arricchimento di ciascuna e ciascuno di noi e dell’intera società. La scuola è quindi il luogo per definizione in cui si combatte ogni forma di esclusione, in cui si rifiutano la violenza e l’odio.

[Qui il comunicato completo sul sito del Miur]