Si è svolta oggi al Miur la prima riunione del nuovo Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura. Rispetto al precedente Osservatorio nazionale istituito nel 2014, il nuovo organismo è stato insediato con una struttura rinnovata ed arricchito di nuove competenze.

L’aumento delle seconde generazioni di studentesse e studenti stranieri, l’aumento degli iscritti nelle scuole secondarie di secondo grado, la presenza sempre più rilevante di minori stranieri non accompagnati, la forte prevalenza di allieve e allievi stranieri, giovani e adulti, nei nuovi Centri provinciali di istruzione per adulti (CPIA) richiedono modalità didattiche e organizzative nuove.

Fanno parte dell’Osservatorio, non a caso, le giovani e i giovani rappresentanti di associazioni delle ‘nuove generazioni italiane’.  Per costruire comunità coese e forme di cittadinanza attiva e responsabile dobbiamo imparare a convivere, a condividere le esperienze, a rispettare i diritti di ciascuna persona. L’inclusione e l’integrazione delle studentesse e degli studenti stranieri non è quindi una questione di ‘ospitalità’. Va letta piuttosto come una sfida, ormai irrimandabile, di cittadinanza globale. Perché globali sono le società in cui oggi ci muoviamo e viviamo e lo saranno sempre più. Si tratta di un punto di vista culturalmente differente. Dobbiamo essere tutti consapevoli che la questione va affrontata in questi termini.

L’Osservatorio sarà uno strumento importantissimo per costruire un sistema di istruzione e formazione in cui studentesse e studenti, famiglie e comunità con storie diverse possono imparare a conoscere le diversità culturali e religiose, a superare le reciproche diffidenze, a sentirsi responsabili di un futuro comune. Non è un caso che abbiamo voluto inserirlo tra gli strumenti di attuazione del Piano di educazione al rispetto che ho fortemente voluto e che abbiamo presentato nei giorni scorsi a Roma. Un Piano che ci rende orgogliosi: il rispetto delle differenze è decisivo per contrastare violenze, discriminazioni e comportamenti aggressivi di ogni genere. Comportarsi e relazionarsi nel rispetto degli altri è fondamentale per realizzare quella parità sociale prevista dall’articolo 3 della Costituzione.

[Qui il comunicato completo sul sito del Miur]