Con l’Associazione del Teatro Patologico

È stato davvero un piacere ieri partecipare al Festival Internazionale del Cinema Patologico per la serata dedicata al bullismo. Voglio ancora ringraziare l’Associazione del Teatro Patologico e il suo fondatore Dario D’Ambrosi per l’impegno quotidiano nella costruzione di una società veramente inclusiva. Il teatro più essere uno “strumento” potentissimo nella lotta e nella prevenzione del bullismo e cyberbullismo, nella diffusione della cultura del rispetto.

Il MIUR – che ho l’onore di guidare – l’Associazione del Teatro Patologico e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata collaborano ormai da qualche anno nell’ambito del Corso Universitario di “Teatro Integrato dell’Emozione”, nato in Italia il 25 gennaio 2016: un importante progetto di inclusione che permette a tutte e a tutti, senza barriere, di poter accedere a una preparazione completa e di acquisire competenze utili a una sempre maggiore inclusione, sia sociale che professionale. 

Si tratta di un’esperienza virtuosa che andrebbe ampliata avviando gemellaggi anche con altre università italiane ed europee. 

L’attività dell’Associazione ci dà la possibilità di riflettere ancora una volta sull’importanza delle differenze nelle nostre vite e nella nostra società. Differenze che sono fonte di arricchimento, che ci consentono di acquisire punti di vista, prospettive, conoscenze nuove. Che ci danno la possibilità di crescere aperti e inclusivi. 

Sono da sempre convinta che la scuola, il sistema di istruzione e formazione siano centri di cittadinanza e di inclusione; laboratori di pace e di accoglienza. Lo sono intrinsecamente, per natura. Ma abbiamo voluto, nel corso di quest’anno e mezzo, potenziare questa loro caratteristica attraverso una serie di misure e azioni destinate alle studentesse e agli studenti, ma anche alle comunità scolastiche nel loro insieme, come ad esempio il Piano nazionale per l’educazione al rispetto.

La scuola deve, può e vuole essere un fattore di uguaglianza, protagonista attiva di quel compito – “rimuovere gli ostacoli” – che la Repubblica assegna a se stessa. 

[Qui le azioni messe in campo dal MIUR per il contrasto del bullismo e cyberbullismo]