Assegno unico: il mio intervento in Aula sul decreto ponte

Questo decreto ponte per l’assegno unico e universale ci deve accompagnare positivamente verso la piena e importantissima riforma che andrà a regime dal gennaio 2022.

Vorrei ricordare a tutte e tutti noi il valore straordinariamente innovativo e importante della legge votata definitivamente al Senato nello scorso marzo.

Assegno unico e universale che allinea l’Italia alle migliori esperienze europee.

Un assegno unico e universale: “Unico” perché va a sostituire tutte le attuali forme di sostegno alle famiglie (detrazioni Irpef, bonus bebè, bonus mamme, bonus terzo figlio), “universale” perché sarà corrisposto ogni mese a tutti senza distinzione tra lavoratrici e lavoratori dipendenti, autonomi, capienti o incapienti con una maggiorazione per chi ha figli con disabilità.

Una riforma attesa, necessaria, positiva che il Partito Democratico ha promosso fin dalla precedente legislatura, che semplifica un sistema complesso e composito, chiude la stagione dei bonus a pioggia e introduce uno strumento strutturale sicuro e continuo per venire incontro ai bisogni delle famiglie.

Un intervento che ha tra i suoi principali obiettivi il sostegno alla natalità mai finora così bassa (nel 2019 in Italia sono nati circa 400mila bambini un numero che secondo l’Istat è destinato a calare ulteriormente).

Accanto e giustamente a molte scelte coerenti ci sono alcune attenzioni che il confronto in commissione lavoro ci ha visto positivamente impegnati al fine di rendere coerente la scelta rispetto allo spirito e alla lettera della legge istitutiva.

E’ giusta la scelta di dare priorità a chi oggi non ha gli assegni familiari: autonomi, liberi professionisti, incapienti.

Nello stesso tempo va fortemente chiarito e bisogna saper valutare con molta attenzione ciò che è previsto all’articolo 2 del decreto legge in esame il qual prevede che l’importo dell’assegno temporaneo sia determinato in base alla tabella (di cui all’allegato 1 del decreto legge) che individua le soglie Isee e i corrispondenti importi mensili dell’assegno temporaneo per ciascun figlio minore in relazione al numero dei figli minori.

L’individuazione delle soglie Isee è improntata a una forte progressività tale per cui l’importo dell’assegno diminuisce in modo proporzionale al miglioramento della situazione economica del nucleo familiare.

ATTENZIONE: ciò rischia di avere come conseguenza la disincentivazione al lavoro per il secondo percettore di reddito del nucleo familiare che, come sappiamo, coincidente nella maggior parte dei casi con le donne, e ciò è in contrasto con lo spirito e la lettera della legge del primo aprile 2021 n. 46 che in realtà recita che la delega al governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli carico attraverso l’assegno unico e universale che prevede tra i principi e i criteri direttivi generali, di cui all’articolo 1 comma 1, che l’ammontare dell’assegno sia “modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) o sue componenti tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti e dei possibili effetti di incentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito.

Ecco perché sarebbe opportuno, per evitare possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito, scomputare nel calcolare in modo diverso il suo reddito (del secondo percettore) ai fini dell’individuazione delle soglie Isee.