Le maestre dell’arte: la mia prefazione al libro di Livia Capasso

La conoscenza è il più straordinario motore di cambiamento e di uguaglianza che abbiamo a disposizione.

Conoscere è indispensabile per poter interpretare il mondo in cui viviamo, per esercitare diritti, singolarmente e come collettività, per riconoscere il valore delle differenze, per realizzare pari opportunità, per immaginare e costruire un mondo migliore.

La conoscenza è fonte di ispirazione, stimolo ad agire, strumento per cambiare le cose.

Un libro che raconta le vite e il valore artistico delle donne che si sono distinte nella storia delle arti figurative – portando alla luce quanto la versione maschilista e patriarcale di quella storia ha sempre teso ad offuscare – è allora prezioso prima di tutto perché va ad arricchire le possibilità di conoscenza.

Non è un libro neutro, però: voler cambiare l’approccio storico, usare la lente della parità di genere per riguardare alle arti figurative facendo emergere figure importanti ma finora non riconosciute, dimostrare attraverso un attento e profondo lavoro di ricerca che anche le donne sono state grandi artiste e che una donna artista è possibile, ecco questo è il secondo importantissimo elemento che mi porta a dire che è un volume prezioso.

Scoprire e poter apprezzare tante donne che hanno partecipato in maniera rilevante alle arti figurative in ogni epoca non è solo quindi un esercizio storico, ma uno strumento utile per le sfide di oggi e di domani.

Per modificare, riequilibrare, rendere giustizia alla storia dell’arte, ma anche alla storia e alle prospettive delle nostre società, ai processi di costruzione degli immaginari e delle identità collettive, locali come globali.

Una grande operazione culturale condotta nel nome del riconoscimento: nomi, biografie, opere offrono una visione completa del mondo e del contributo che le donne hanno dato alla storia delle arti figurative.

È un lavoro, questo di Livia Capasso, che si inserisce perfettamente in quel tracciato su cui da qualche anno abbiamo iniziato a procedere con più cleerità, anche in termini politici e istituzionali, che punta sul cambiamento culturale, sul superamento di pregiudizi e stereotipi, sul contrasto ad ogni approccio sessista e discriminatorio, in ogni ambito, dal lavoro alla scuola, dalla scienza all’arte.

Un tracciato che si fonda su un’idea di parità di genere non pensata come interesse delle donne, ma di tutta la società. Perché una società che riesce a valorizzare tutte le sue energie, tutte le sue competenze, tutte i suoi talenti è sicuramente una società più forte e coesa, con più uguaglianza e più benessere per tutte e tutti.

Il cambiamento culturale allora è il punto di partenza per riuscire davvero a costruire una società del rispetto e dalla condivisione, che superi ogni logica di possesso o di primato, che cancelli la violenza, e assuma la parità di genere come valore fondativo e universale, perché significa poter avere rispetto di ogni persona e riconoscere il valore di ogni differenza. D’altra parte è quello che ci invita a fare l’Art. 3 della costituzione, che stabilisce come l’uguaglianza sostanziale sia un principio fondamentale della Repubblica. E la parità di genere, insieme all’istruzione di qualità per tutte e tutti, è anche tra gli obiettivi considerati più decisivi e trasversali dell’Agenda 2030, la straordinaria piattaforma di cambiamento sociale dell’Onu per lo sviluppo sostenibile.

Penso allora che offrire la possibilità di conoscere tante donne che con talento, fatica e caparbietà sono riuscite ad eccellere come artiste, avendo restituito loro il giusto spazio che meritano nella nostra memoria storica, sia un’operazione – lo dico per la terza volta, con una terza specifica ragione – preziosa anche per i percorsi formativi, per le opportunità di studio e conoscenza di studentesse e studenti.

È un libro certamente da utilizzare per lo studio e l’approfondimento della storia dell’arte, valorizzando un punto di vista innovativo, più completo e articolato sul tema. Ma è poi un libro di crescita culturale larga, utile per ogni studentessa e ogni studente, per arricchire il loro sapere e attivare le loro potenzialità.

È da loro che dobbiamo partire per ogni cambiamento profondo e ambizioso, è à loro che dobbiamo restituire, in ogni ambito, una memoria storica attenta, equilibrata, stimolante.

Da Ministra, in riferimento alle azioni messe in campo da parte del Ministero ho avuto la fortuna di confrontarmi con tante ragazze e tanti ragazzi sulla parità di genere, sul rispetto, sull’uguaglianza, sull’importanza di incentivare lo studio di tutte le materie da parte delle studentesse, senza farsi frenare da luoghi comuni o logiche di potere e di successo maschiliste, sul cambiamento di linguaggio come primo riconoscimento della dignità dell’altra e dell’altro, sull’approfondimento delle tante figure femminili che hanno contribuito alla storia, alla politica, alle scienze, alla cultura e all’arte.

Ogni volta che ho parlato con loro ho visto quanta energia sono in grado di scatenare e quanto abbiano voglia di prendere in mano il proprio destino e il futuro della nostra comunità. Sono convinta che la lettura di libri come questo possa essere un acceleratore di quell’energia e che possa quindi fare bene a tutte e tutti.